Garantire la sicurezza dei lavoratori che operano in condizioni di isolamento rappresenta una sfida significativa per molte imprese. In questi contesti, la possibilità che un incidente o un malore non vengano rilevati tempestivamente può avere conseguenze molto gravi. Per ridurre questo rischio, sempre più aziende adottano dispositivi “uomo a terra”, strumenti progettati per rilevare automaticamente situazioni di emergenza e consentire un intervento immediato dei soccorsi.
Come funziona il sistema di rilevamento automatico ?
Si tratta di dispositivi leggeri e compatti, generalmente indossabili al polso, alla cintura o al collo, pensati per monitorare costantemente lo stato dell’operatore. Tra le principali funzionalità presenti nei modelli più diffusi:
- Rilevazione automatica di caduta o immobilità prolungata, che attiva un allarme in caso di possibile malore o infortunio;
- Pulsante SOS dedicato, utile per inviare manualmente una richiesta di aiuto;
- Comunicazione vocale bidirezionale in vivavoce, che consente il contatto diretto con i soccorsi;
Geolocalizzazione precisa tramite GPS, Wi-Fi o Bluetooth;
Trasmissione automatica degli allarmi via SMS, chiamata o rete dati (2G/3G/4G); - Protezione IP65 contro polvere e acqua e ricarica magnetica rapida.
Alcuni dispositivi prevedono inoltre segnali acustici e vibrazioni di pre-allarme, che consentono di riconoscere ed eventualmente annullare un falso allarme, caratteristica utile soprattutto in ambienti rumorosi o con alta movimentazione.
Vantaggi operativi e normativi dei dispositivi "Uomo a Terra"
L’utilizzo di dispositivi “uomo a terra” contribuisce a:
- Tutelare lavoratori isolati o esposti a rischi specifici (es. manutentori, addetti alla vigilanza, operatori in impianti o aree remote);
-
Ridurre i tempi di intervento in caso di emergenza;
-
Rende conformi alle normative sulla sicurezza (D.Lgs. 81/08 e successive integrazioni), che impongono la valutazione e la gestione del rischio per il lavoro in solitario.
Dispositivi "Uomo a Terra" e incentivi OT23
L’adozione di sistemi tecnologici per la prevenzione degli infortuni può rientrare tra gli interventi premiati dal modello OT23 dell’INAIL, che consente una riduzione del tasso medio di tariffa alle aziende che investono in sicurezza. In questo modo, l’impiego di tali dispositivi non solo aumenta la protezione dei lavoratori, ma rappresenta anche un vantaggio economico concreto per l’impresa.
L'integrazione dei dispositivi "Uomo a Terra" nella strategia di sicurezza aziendale
I dispositivi “uomo a terra” costituiscono una delle soluzioni più efficaci per tutelare i lavoratori che operano in condizioni di isolamento. La loro introduzione nei processi aziendali consente di adottare un approccio preventivo e responsabile alla gestione dei rischi, migliorando la tempestività degli interventi in caso di emergenza.
MB Safety, grazie alla forte esperienza nel settore, affianca le imprese nella selezione e nell’implementazione dei dispositivi più adatti, contribuendo a integrare la tecnologia come elemento concreto di protezione e prevenzione nei luoghi di lavoro.
SCEGLI LA SOLUZIONE PIU’ ADATTA ALLA TUA AZIENDA!
Ultime 3 News

Ordinanza Regione Lombardia – Divieto attività all’aperto per rischio calore
Con l’arrivo della stagione estiva, le alte temperature possono rappresentare un rischio per la salute dei lavoratori, in particolare per chi opera all’aperto o in ambienti di scarsa ventilazione

NUOVI INCENTIVI 2026: Fondi per la Salute e Sicurezza della tua Impresa!
Nuovi contributi a fondo perduto 2026 per aziende: screening sanitari e acquisto defibrillatori (DAE). Scopri requisiti, importi e scadenze.

Lavoro agile: cosa cambia davvero dal 2026 (e cosa devono fare le aziende)
Dal 7 aprile 2026 il lavoro agile entra ufficialmente nel sistema sanzionatorio della sicurezza sul lavoro: con la Legge n. 34/2026, l’obbligo di fornire l’informativa ai lavoratori in smart working diventa vincolante e soggetto a sanzioni. Le aziende devono garantire la tutela della salute anche fuori dai locali aziendali, attraverso un’informativa aggiornata, consegnata a dipendenti e RLS e coerente con le reali condizioni operative. Non si tratta più di un adempimento formale, ma di uno strumento essenziale di prevenzione.

Lavori in spazi confinati: come cambia la formazione con l’Accordo Stato-Regioni 2025
Il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 rinnova la formazione per chi lavora in spazi confinati o sospetti di inquinamento, ambienti ad alto rischio caratterizzati da accessi limitati e scarsa ventilazione.
L’obiettivo è uniformare e rendere più efficace la preparazione dei lavoratori, garantendo standard formativi uguali su tutto il territorio nazionale.

Formazione e sicurezza sul lavoro: cosa cambia con il nuovo Accordo Stato-Regioni 2025
Il nuovo Accordo Stato-Regioni 2025 introduce l’obbligo di completare la formazione su salute e sicurezza prima dell’assunzione. Le novità puntano a rendere l’apprendimento più efficace, aderente ai rischi reali e utile a promuovere prevenzione e una gestione aziendale più sicura e sostenibile.